In questo articolo osserverai le caratteristiche del tessuto connettivo, un tessuto estremamente eterogeneo a cui appartengono inumerosi tessuti del nostro corpo.

Ad eccezione della cartilagine, i connettivi sono riccamente vascolarizzati ed innervati. Si occupano anche di nutrire i tessuti epiteliali a cui sono associati. Il derma della cute, connettivo, è ricco di vasi sanguigni e si occupa del nutrimento dell’epidermide.

Per entrare a medicina dovrai ricordare le nozioni principali senza entrare troppo nel dettaglio.

Ti ricordo comunque che le informazioni nei box azzurri riguardano approfondimenti e spunti, talvolta utili nella comprensione di determinati fenomeni.

Iniziamo!

Table Of Contents

1. CHE COS’ E’ IL TESSUTO CONNETTIVO

Il tessuto connettivo è un tessuto eterogeneo caratterizzato da abbondante matrice extracellulare e da pochi elementi cellulari(cellule). Gli elementi cellulari si occupano dell’omeostasi tissutale elaborando e secernendo tutti i componenti della matrice extracellulare.

La matrice extracellulare è sempre costituita da:

  • componente fibrosa(fibre collagene, fibre reticolari, fibre elastiche)
  • sostanza fondamentale o amorfa(glicosaminoglicani, glicoproteine, proteoglicani)

Queste due componenti possono variare da un connettivo all’altro, così come la componente cellulare.

Un connettivo si diversifica dall’altro per quantità, qualità, organizzazione matrice e cellule.

Prima di passare oltre impara alcune nozioni sulle componenti della matrice: non dovrai sapere quale connettivo contiene un tipo di glicoproteina ma dovrai distinguere un glicosaminoglicano da una glicoproteina e cosi via.

Per la sostanza fibrosa troviamo:

  1. Fibre collagene: fibre proteiche costituite da numerose fibrille e microfibrille. Dette anche fibre bianche per il loro colore biancastro, derivano da numerose molecole di tropocollagene(collagene) unite fra di loro. Il tropocollagene è una proteina fibrosa molto diffusa nel nostro corpo ed è costituita da 3 catene alfa.
  2. Fibre reticolari: fibre proteiche simili alle fibre collagene. Sono anch’esse costituite da molecole di tropocollagene ma presentano una diversa organizzazione. Le fibre reticolari, anzichè formare fasci di fibre, formano dei reticoli.
  3. Fibre elastiche: fibre proteiche la cui molecola principale è la tropoelastina. La tropoelastina, con un processo simile a quello del collagene, da origine a polimeri di elastina. Questi polimeri, assieme alle molecole di fibrillina che fungono da stampo, vengono aggregati in fasci di spessore inferiore a quelli delle fibre collagene

Esistono numerosi tipi di collagene, circa 29. Questa diversità deriva dal gran numero di geni alfa che codifica per le catene alfa, circa 45. E’ possibile distinguere 3 categorie di collagene:

  1. Collageni Fibrillari: formano fibrille (collageni I, II, III, V)
  2. Collageni FACIT: si associano ad altre fibre collagene perchè incapaci di formare autonomamente fibre (collageni IX,XI)
  3. Collageni Laminari: formano delle lamine o reticoli (collageni IV e VII)

La presenza o meno di un diverso collagene spiega il perchè di alcune caratteristiche e funzioni di uno specifico tessuto

Per la sostanza fondamentale abbiamo detto che possiamo trovare:

  1. Glicoproteine: proteine a cui sono associate brevi catene ramificate di carboidrati. La componente proteica predomina su quella glucidica.
  2. Glicosaminoglicani(GAG): polisaccaridi costituito da unità disaccaridiche ripetute molte volte. L’acido ialuronico è un GAG.
  3. Proteoglicani: proteine a cui sono associati numerosi glicosaminoglicani legati covalentemente. La componente glucidica predomina su quella proteica

Tutti i connettivi derivano da un unico precursore embrionale, il mesenchima. Questo tessuto embrionale è caratterizzato da cellule stellate dotate di elevata motilità cellulare e di bassa espressione di molecole adesive.

Migrando nelle varie regioni del corpo, le cellule mesenchimali danno poi origine ai diversi citotipi: fibroblasti, condroblasti, osteoblasti, odontoblasti ecc.


2. SOTTOCLASSI DI CONNETTIVO

Ecco un elenco di tutti i sottotipi di connettivo:

  • tessuto connettivo propriamente detto (p.d)
  • tessuto cartilagineo
  • tessuto osseo
  • dente e parodonto
  • tessuto adiposo
  • sangue
  • linfa

(Ai fini del superamento del test non dovrai conoscere dente e parodonto come tessuto bensì come organo)

2.1: CONNETTIVO PROPRIAMENTE DETTO

Il connettivo propriamente detto è un connettivo che si ritrova in numerose sedi del nostro corpo. Svolge funzioni di sostegno, protezione e nutrimento.

E’ il tessuto di sostegno della maggior parte degli organi del nostro corpo, dunque anche della pelle. In questo caso il connettivo posto al di sotto dell’epidermide(epitelio) prende il nome di derma.

L’elemento cellulare che elabora e secerne tutti i componenti della matrice è il fibroblasto, cellula con nucleo fusato non ben visibile al microscopio ottico.

Oltre al fibroblasto è possibile riscontrare un altra cellula: il mastocita. Il mastocita ha delle dimensioni tra i 20 e i 30 micron e presenta numerosi granuli che mascherano il suo nucleo.

I mastociti agiscono come sentinelle dell’infiammazione attraverso la secrezione dei propri granuli contenenti istamina(vasodilatatore e broncocostrittore), eparina(anti-coagulante) e altri prodotti neo-formati.

A seconda di quantità, qualità e organizzazione delle componenti della matice extracellulare osserviamo vari sottotipi:

  • tessuto connettivo lasso: fibre collagene lassamente intrecciate fra di loro con abbondanza di sostanza amorfa. Sostiene mucose e sottomucose degli organi ed è riccamente vascolarizzato
  • tessuto connettivo denso: fibre collagene fittamente stipate fra di loro in modo omogeno(tendini) o in modo non omogeno(derma). La sostanza fondamentale scarseggia.
  • tessuto connettivo elastico: fibre elastiche molto diffuse. E’ il tipico tessuto delle pareti dei vasi sanguigni.

2.2 TESSUTO CARTILAGINEO

Il tessuto cartilagineo, o semplicemente cartilagine, è un particolare connettivo caratterizzato da una matrice extracellulare prevalentemente acquosa e da assenza di vasi sanguingi e terminazioni nervose.

E’ un connettivo elastico e flessibile ma è molto difficile da rigenerare a causa della scarsa vascolarizzazione. Per contro è un tessuto facilmente trapiantabile.

La cartilagine svolge principalmente un ruolo di sostegno nel corpo ma può assumere ruoli più precisi come la cartilagine articolare, che si occupa di impedire il contatto diretto tra due segmenti ossei di un’articolazione.

La cellula del tessuto cartilagineo è il condroblasto, cellula rotonda che si associa generalmente a un altro condroblasto. Quando il condroblasto cessa di secernere i componenti della cartilagine entra in una fase di quiescenza e prende il nome di condrocita.

Ma allora come riceve il nutrimento la cartilagine?

Il nutrimento della cartilagine deriva dalla diffusione di metaboliti dai tessuti circostanti.

La cartilagine è spesso avvolta da un connettivo chiamato pericondrio. Questo tessuto si occupa di nutrire la cartilagine per diffusione ma non solo: si occupa infatti dell’accrescimento del tessuto cartilagineo in quanto è composto da cellule staminali che dopo specifici segnali molecolari sono in grado di differenziarsi in condroblasti.

Il pericondrio non è presente nelle cartilagini articolari: esse si nutrono mediante il liquido sinoviale.

Esistono ben tre isotipi di cartilagine, ognuna con determinate caratteristiche.

TIPO DI CARTILAGINECARATTERISTICHE GENERALILOCALIZZAZIONE
Cartilagine ialinaOpalescente, 90% della cartilagine. Contiene collagene IICartilagini nasali, bronchiali, laringee, costali, articolari
Cartilagine elasticaGiallognola, condrociti fittamente stipati. Contiene fibre elastiche e collagene IIPadiglione auricolare, membrana acustica esterna, cartilagini corniculate e cuneiformi, processo vocale aritenoidi
Cartilagine fibrosaGrossi fasci di fibre con scarsa matrice. Non è rivestito da pericondrio ma presenta collagene IMenischi del ginocchio, labbro acetabolare e glenoideo, anelli fibrosi dischi, sincondrosi tra sterno e prima costa

2.3 TESSUTO OSSEO

Il tessuto osseo è un connettivo caratterizzato da matrice extracellulare mineralizzata. Costituisce le ossa ed è caratterizzato da notevole durezza e resistenza.

La sua matrice extracellulare è composta da due componenti: una organica(prevalentemente collagene) e una inorganica(cristalli di idrossiapatite composti principalmente da calcio e fosforo).

Per queste caratteristiche oltre a conferire rigidità e resistenza alle ossa, è un importante deposito di calcio. Esternamente il tessuto osseo è rivestito da un connettivo chiamato periostio mentre all’interno, nel compatto, è rivestito da endostio.

La cellula che elabora le componenti del tessuto osseo è chiamata osteoblasto mentre la cellula che si occupa della sua degradazione è chiamata osteoclasto.

L’osteoblasto e l’osteoclasto lavorano sempre in modo armonico: ad una fase di riassorbimento segue sempre una fase di deposito. Se ciò non avviene si hanno alcune patologie come l’osteoporosi.

Quando l’osteoblasto ha terminato i propri compiti entra in una fase di quiescenza e viene chiamato osteocita.

L‘osteocita è la cellula più abbondante del tessuto osseo e può interagire sia con gli osteoblasti che con gli osteoclasti. Inoltre è in grado di rilevare preziose informazioni sulla componente minerale del tessuto.

Esistono due tipi di tessuto osseo:

TESSUTO OSSEO COMPATTO

Presente principalmente nelle diafisi delle ossa lunghe e all’intero delle epifisi. Riveste la struttura esterna di ossa corte e piatte.

E’ organizzato in unità funzionali chiamate osteoni. Ogni osteone è un cilindro costituito da 5 a 20 lamelle circonferenziali che delimitano un canale centrale chiamato canale di Havers.

Ogni lamella contiene delle strutture fusate più intense chiamate lacunee osse. All’interno di esse si trovano gli osteociti che emettono numerosi prolungamenti per raggiungere il centro dell’osteone.

Il canale di Havers contiene un vaso sanguigno e una terminazione nervosa dolorifica: si occupa del nutrimento degli osteoblasti e degli osteociti.


TESSUTO OSSEO SPUGNOSO

Costituisce principalmente l’epifisi delle ossa lunghe e la parte centrale delle ossa corta e piatte.

Riveste il canale centrale della diafisi fungendo da sostegno per il midollo osseo(o midollo rosso).

Le cellule e la sostanza fondamentale sono organizzate in una rete tridimensionale ricca di cavità, organizzazione che ricorda appunto quella di una spugna.

Le strutture che puoi osservare nell’immagine a fianco sono chiamate trabecole. Non sono presenti canali di Havers in quanto gli osteociti si nutrono semplicemente per diffusione.


E’ di recente scoperta che il tessuto osseo sia in grado di agire come tessuto endocrino.

Esso infatti rilascia una molecola chiamata osteocalcina che attiva a sua volte altre cellule:

  • cellule beta del pancreas, produzione di insulina che a sua volta promuove con feedback positivo la secrezione di osteocalcina
  • cellule di Leydig, produzione di testosterone
  • adipociti, produzione di adiponectina che stimola la mobilitazione delle riserve di grasso (lipolisi)

2.4 TESSUTO ADIPOSO

Il tessuto adiposo è un tessuto connettivo specializzato nell’accumulo di lipidi sotto forma di trigliceridi.

Le cellule deputate a questa funzione sono chiamate adipociti, cellule di grandi dimensioni a forma poligonale.

Il tessuto adiposo, oltre ad immagazzinare lipidi, svolge una funzione di protezione sia contro il freddo che contro agenti meccanici esterni. Non è presente in modo univoco e presenta delle differenze a seconda della localizzazione.

Dal punto di vista istologico si distinguono due tipi di tessuto adiposo:

  1. Tessuto adiposo bianco(uniloculare), rappresenta la maggior parte di tessuto adiposo. Gli adipociti bianchi contengono un’unica goccia lipidica e sono deputati all’accumulo di grassi e dunque alla formazione di scorte metaboliche. Costituisce il tessuto adiposo viscerale e sottocutaneo(ipoderma).
  2. Tessuto adiposo bruno(multiloculare), presente in concentrazione dell’ordine dei grammi. Gli adipociti bruni hanno dimensioni inferiori rispetto ai bianchi e presentano numerose gocciole lipidiche. Il tessuto bruno in particolare si occupa della termoregolazione producendo dunque calore. Questa funzione degli adipociti bruni si spiega osservando la ricca vascolarizzazione e l’elevato numero di mitocondri.

2.5 SANGUE

Il sangue è un tessuto connettivo caratterizzato da sostanza amorfa allo stato liquido. Al suo interno si trovano cellule, frammenti cellulari, enzimi, ormoni, anticorpi, vitamine e altre importanti sostanze per l’omeostasi dell’individuo.

Attraverso una centrifugazione e l’utilizzo di provette anticoagulanti(il sangue appena prelevato tende a coagulare) è possibile osservare tre diverse zone nella provetta:

Sul fondo della provetta osserviamo una regione di colore rosso. Corrisponde alla concentrazione dei globuli rossi o eritrociti o emazie.

Al di sopra troviamo il buffy coat, contenente piastrine e globuli bianchi o leucociti. Generalmente è del 1%.

In cima troviamo il plasma, ovvero la componente liquida del sangue.




Per entrare a medicina è necessario conoscere le principali caratteristiche delle cellule del sangue:

GLOBULI ROSSI

Hanno una forma a disco biconcava con diametro di circa 7,5 micron.

A differenza di altre cellule non hanno nè nucleo nè organelli.

Al loro interno è presente l’emoglobina, una proteina che si occupa del trasporto di ossigeno e anidride carbonica.

Nel sangue si trovano circa 5mln di eritrociti per microlitro di sangue nell’uomo e 4,5 nella donna.

Hanno una vita media di 120 giorni. Subito dopo sono distrutti dalla milza

GLOBULI BIANCHI

Si distinguono tre categorie di globuli bianchi o leucociti:
1)linfociti( B o T)
2)granulociti(neutrofili, basofili, eosinofili)
3)monociti, i precursori dei macrofagi

I linfociti sono deputati alla risposta immunitaria secondaria.

I granulociti migrano dal sangue ai tessuti connettivi per combattere le infezioni.

I monociti sono i precursori dei macrofagi, cellule di diametro di circa 20-80 micron che si occupano di fagocitare elementi estranei, cellule morte e detriti cellulari.

In totale si contano circa 10.000 leucociti per microlitro di sangue.

PIASTRINE

Dette anche trombociti, hanno una morfologia variabile.

A riposo hanno una forma a disco biconvesso mentre in attività assumono una forma stellata.

Con un diametro di 2-4 micron sono considerati frammenti cellulari.

Non hanno un nucleo ma posseggono numerosi organelli e granuli.

Bloccano l’emorragia attraverso la formazione di un coagulo, un tappo emostatico.

Hanno una vita media di circa 8-12 giorni e si trovano circa in concentrazioni di 200.000-400.000 unità per microlitro di sangue.


Il plasma, come accennato prima, corrisponde alla parte liquida del sangue. Rappresenta il 54-55% del sangue ed è estremamente eterogeneo.

E’ costituito al 90% da acqua in cui sono disciolte proteine (7%), sali e altre piccole molecole organiche. La proteina maggiormente presente nel plasma è l’albumina.

Questa proteina si occupa di veicolare nel sangue, ovvero di trasportare, numerosi composti come farmaci, ormoni e prodotti di scarto. Si occupa inoltre di regolare la pressione oncotica del sangue(quella pressione che spinge il sangue a rientrare nel capillare venoso).


2.6 LINFA

La linfa è un tessuto connettivo, allo stato liquido, che deriva dal liquido fuoriuscito dai capillari sanguigni non riassorbito.

E’ convogliata nei capillari linfatici e poi trasportata all’interno di stazioni intercalate nel sistema linfatico, chiamati linfonodi. Successivamente la linfa entra nei dotti linfatici maggiori come il dotto toracico e infine viene convogliata nel sistema venoso attraverso le vene succlavie.

La linfa si occupa di drenare i liquidi in eccesso e di trasportare i grassi assorbiti dall’intestino. Collabora inoltre con il sangue alla risposta immunitaria contro gli agenti patogeni.

All’interno della linfa sono presenti solo i linfociti. I granulociti sono rarissimi e i globuli rossi sono assenti.


Se sei arrivato fin qui complimenti. Adesso hai a conoscenza le caratteristiche principali dei tessuti connettivi.

Ottimo lavoro!

Se l’articolo ti è piaciuto fammelo sapere nei commenti e condividilo sui social.

Grazie (:

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