In questo articolo ti mostrerò 6 trucchi per studiare in modo semplice e veloce, dunque ottimizzando al massimo i tuoi sforzi. Studiare è faticoso lo so. Ma se fatto nel modo corretto può darti grandi soddisfazioni.

Iniziamo!

1) STUDIARE CON UN PIANO

Partire in quarta e studiare la prima cosa che trovi è completamente sbagliato. Devi avere un piano, una sorta di strategia per poter affrontare tutti gli imprevisti che puoi incontrare nel tuo cammino: stanchezza, argomenti complessi, argomenti lunghi ed eventuali distrazioni.

Pianificare è il primo passo per ottenere il successo.

Innanzitutto poniti 3 domande:

-quanto tempo devo studiare oggi?

-tra quanto tempo devo dare l’esame o l’interrogazione?

-quanti argomenti devo studiare?

1.1 QUANTO TEMPO DEVO STUDIARE OGGI

Partiamo dalla prima domanda: “quanto tempo devo studiare oggi?In base alle tue risposte dovrai pianificare una strategia diversa. Se per esempio oggi hai a disposizione solo 2 ore di studio seleziona un argomento che sai di poter padroneggiare in due ore.

Cominciare a studiare un argomento e poi riprenderlo il giorno dopo può essere deleterio. Il tuo cervello deve poter impacchettare quell’argomento o quel concetto tutto in una volta altrimenti rischi di accumulare a caso informazioni.

Talvolta però gli argomenti sono troppo lunghi per poter essere studiati in una volta sola. In questo caso è utile suddivide l’argomento in comodi sottoparagrafi in modo da smaltire il lavoro intelligentemente.

L’argomento da te scelto deve essere approfondito con cura e con pazienza senza preoccuparti del tempo. Se impieghi 2 ore e mezzo per studiare un argomento invece che 2 ore va bene lo stesso. L’importante è portare a termine l’obbiettivo che ti eri prefissato.

Facciamo un esempio: ipotizziamo che tu debba studiare la morfologia dei virus. Qui accanto hai due paragrafi:

-caratteristiche

-origine

Il paragrafo caratteristiche è relativamente breve. Con due ore di tempo puoi tranquillamente studiare di più di un semplice paragrafo.

Allo stesso tempo puoi osservare che il paragrafo origine è strutturato in più sotto-paragrafi(ipotesi regressiva, dell’origine cellulare e della coevoluzione).

Se decidi di studiare anche il paragrafo origine assicurati di studiare tutti i sotto-paragrafi in modo tale da archiviare completamente il paragrafo.

In conclusione cosa dovresti fare?

Dovresti studiare entrambi i paragrafi in circa 2 ore di tempo, il tempo che ti sei prefissato. Se ti avanza molto tempo prova ad aggiungere un nuovo paragrafo o un nuovo concetto.

Il tempo che ti avanza deve essere sempre sfruttato: ciò che non fai oggi dovrai farlo domani, e così via.

Caratteristiche

I virus sono tutti parassiti intracellulari obbligati. All’esterno delle cellule ospiti sono costituiti da un virione, formato da una capsula proteica (detta capside) contenente l’acido nucleico (DNA o RNA). I virus degli Eucarioti possono possedere anche una membrana che avvolge il capside detta peplos o pericapside. Talvolta tra il capside e il peplos presentano un ulteriore strato proteico che prende il nome di tegumento. I virioni non possiedono metabolismo: vengono quindi trasportati passivamente finché non trovano una cellula da infettare. L’infezione di una cellula ospite richiede il legame con proteine specifiche di membrana.

Nelle cellule infettate i virus perdono la loro individualità strutturale: consistono negli acidi nucleici e nei loro prodotti che assumono il controllo di parte dell’attività biosintetica cellulare al fine di produrre nuovi virioni.

In alternativa, alcuni virus possono inserire fisicamente il loro genoma in quello dell’ospite in modo che sia replicato insieme con esso. Il genoma virale inserito in quello dell’ospite, detto provirus, riprende la sua individualità e produce nuovi virioni in caso di danneggiamento della cellula ospite.

Origine

Ipotesi regressiva

l’origine cellulare

coevoluzione


1.2)QUANTO TEMPO HAI A DISPOSIZIONE PER STUDIARE

Adesso guardiamo la seconda domanda: “tra quanto tempo ho l’esame o l’interrogazione?”

A prescindere dalla tua risposta pianifica sempre dei giorni interamente dedicati al ripasso: non puoi arrivare al giorno dell’esame con l’acqua alla gola o rischi di vanificare tutti i tuoi sforzi.

Ipotizziamo che tu debba prepararti per un esame abbastanza complesso e che tu abbia a disposizione 6 settimane.

Nelle prime 5 settimane devi completare il programma dell’esame assicurandoti di studiare veramente tutto utilizzando sempre più fonti: libri, appunti, dispense e sbobine. Nell’ultima settimana dedicati al ripasso provando a simulare le domande dell’esame: se riesci a rispondere correttamente alle domande dell’esame o dell’interrogazione significa che il lavoro svolto nelle settimane passate è stato produttivo.

1.3 QUANTI ARGOMENTI DEVO STUDIARE

E infine l’ultima domanda: quanti argomenti devo studiare?

Conoscere la mole di lavoro è importante ogni qualvolta bisogna preparare un esame o un interrogazione e lo è ancora di più per il test di medicina.

Una volta che sai quanto lavoro devi svolgere puoi spalmarlo nelle settimane successive.

In che modo puoi smaltire il carico di lavoro?

Generalmente bisogna cercare di spalmarlo in modo equo: ogni giorno deve essere sfruttato in modo intelligente evitando di fare le studiate. Studiare troppe ore al giorno ti porta conseguentemente al collasso e di conseguenza i giorni successivi non avrai molta voglia di studiare. Non fartene una colpa, capita a tutti di esagerare e di arrivare al collasso.

Cerca un range di ore di studio ottimale. Questo range deve permetterti di completare il programma nel tempo prestabilito senza farti collassare.

Se sei uno studente delle superiori generalmente questo range non supera le 4-5 ore al giorno mentre per uno studente universitario questo range varia enormemente. In una facoltà come medicina o giurisprudenza, in sessione, il range generalmente è compreso tra le 6 e le 8 ore al giorno mentre in altre facoltà il range varia tra le 4 e le 6 ore al giorno. Ogni facoltà è comunque diversa e molti parametri possono influenzare il quantitativo di ore di studio(difficoltà degli argomenti, grossa mole di lavoro, poco tempo da dedicare oppure molti appelli per l’esame stesso)

E per gli studenti che vogliono preparare il test di medicina? Qui la situazione è più complicata. Quasi sempre uno studente che vuole preparare il test di medicina, o qualsiasi altro test di ammissione, deve studiare per il proprio corso di studi o per gli anni del liceo. Di conseguenza il tempo da dedicare al test risulta essere molto ridotto e per questo la maggior parte delle persone comincia a studiare il test 1 anno o addirittura 2-3 anni prima. Il tempo da dedicare al test di medicina oscilla tra le 2 e le 3 ore al giorno.

Un’ottima strategia è la chiave per entrare a medicina ed è per questo che è così importante. E’ così importante che ci ho scritto un articolo.


2)SEMPLIFICA GLI ARGOMENTI COMPLESSI: studia in modo più semplice

Parti sempre dagli argomenti che ti risultano più complessi o più difficili da capire. Questo metodo non solo ti serve per toglierti gli argomenti che ti stanno più antipatici ma dentro di te si instaura una sorta di meccanismo che ti aiuta ad andare avanti: “hai superato l’argomento più difficile, ora tutto il resto è in discesa”

Cosa succede se ti lasci l’argomento più difficile o il più lungo per ultimo? Succede che lo trascuri o lo studi in maniera superficiale rischiando di commettere errori all’esame o all’interrogazione.

Quante volte è successo che hai saltato un paragrafo dicendo “tanto mica me lo chiede, è troppo complesso” e poi te lo ha chiesto?

Spesso vero? Per questo motivo è importante togliere gli argomenti più antipatici ma anche gli argomenti che hai capito di meno: avrai a disposizione più tempo per comprenderli e per padroneggiarli.

Quando affronti un argomento complesso devi cercare di renderlo un po’ meno complesso.

Lo so è una frase banale lo ammetto. Ma è anche la chiave per comprendere le cose.

Spesso per comprendere un argomento è necessario analizzare tutte le parole della frase con cui è stato proposto. Anche una preposizione può fare la differenza: sostituire parole complesse con parole più semplici ti permette di comprendere il significato della frase e di conseguenza dell’argomento. Una volta che hai compreso l’argomento con parole semplici dovrai allenarti ad esporlo con parole più complesse ma non ripetendo quello che dice il libro, altrimenti sembrerà che tu ti sia limitato a imparare a memoria.

Altre volte è utile disegnare ciò che si sta leggendo. Questa tecnica è molto utile per allenare la memoria visiva. Ti faccio un esempio. Studiando anatomia mi sono imbattuto in numerosi organi di cui dovevo ricordare forma, dimensioni, rapporti, vascolarizzazione e innervazione. Imparare a caso tutte queste cose non solo è quasi impossibile ma è anche inutile. Nel mio caso dovevo vedere le strutture che descrivevo. E cosi ho fatto.

I rapporti dell’uretere, quel tubicino che collega la vescica ai reni, per esempio sono molti e per semplificare il lavoro ho disegnato al centro del foglio un uretere e dopo ho disegnato i tre assi temporali. Successivamente ho trascritto tutti i rapporti dell’uretere e ho cominciato a visualizzare cosa c’era sopra, sotto, dietro, avanti a destra e a sinistra. Dopo aver ripetuto molte volte ero riuscito a ricordarmi tutti i rapporti dell’uretere.

In altre parole avevo padroneggiato l’argomento.

Un altro modo per rendere semplice un argomento complesso è immaginare di spiegare quell’argomento ad un bambino. Se anche un bambino capisce l’argomento che tu hai studiato significa che padroneggi l’argomento. Questo accade perché devi assolutamente andare al nocciolo della questione quando spieghi qualcosa ad un bambino o ad una persona che non conosce affatto l’argomento. Ti faccio un esempio:

Leggi questa frase:

“Il neurone è costituito da soma e neuriti: il soma ha una forma variabile, pisiforme, piramidale, conica, ovoidale e presenta delle protrusioni che prendono complessivamente il nome di neuriti. Tra i neuriti distinguiamo i dendriti, estroflessioni citoplasmatiche che si estendono radialmente dal soma e l’assone, generalmente singolo, che si estende anche per oltre un metro dal pirenoforo del neurone”

Se spieghi questa cosa ad un bambino molto probabilmente non capirà nulla. E anche giustamente aggiungerei. Invece di usare paroloni come soma/pirenoforo usa corpo e invece di estroflessioni usa prolungamenti. Prova poi a disegnare le forme del corpo del neurone: in questo modo anche te comprendi il significato di quegli aggettivi.


3) RICORDATI DI FARE PAUSA QUANDO STUDI

Molti sottovalutano questo aspetto commettendo un errore davvero banale. Il nostro cervello non è in grado di mantenere un attenzione elevata per ore e ore di fila. Generalmente si ha un calo dell’attenzione dopo circa 1 ora di studio intenso. Cosa fare in questi casi? Semplice, prendere una pausa. Ma in che modo?

Veniamo al dunque. Prendere una pausa può essere molto pericoloso perché rischi di distrarti troppo ma allo stesso tempo la pausa ti permette di prendere una boccata d’aria e di riposare. Come conciliare entrambe le cose?

Su di me ho provato questo: 15 min di pausa ogni 90 min di studio intenso. In quei 90 min studio in modo intenso e porto a termine tutti gli obbiettivi prefissati. Direi che questo metodo ha portato a buoni risultati, dai un’occhiata qui.

Nei 15 min di pausa stacco completamente: mangio, faccio una chiamata, guardo un video su youtube, vado in bagno oppure navigo sui social network come instagram o facebook. In altre parole penso ad altro.

Come puoi notare 15 min è un tempo tutto sommato breve: se la pausa è troppo breve infatti il tuo cervello non riesce a ricaricarsi correttamente mentre se la pausa è troppo lunga perderai la concentrazione e quando ti rimetterai a studiare avrai meno voglia.

Facendo una pausa puoi studiare per molte più ore e riesci a mantenere un livello dell’attenzione alto per più tempo e riesci inoltre ad ottimizzare il tempo in cui studi.

In 4 ore di studio no stop quante ore effettivamente hai studiato? Se escludi tutti i momenti di distrazione e tutte le crepe dei muri che hai fissato durante le 4 ore probabilmente questo numero si riduce a 2. Hai dunque un rendimento del 50%: ogni ora di studio è come se ne valesse la metà.

Per il test di medicina è fondamentale adottare una strategia simile a queste proposte. Uno dei punti cardine del servizio che offro a tutti quei ragazzi e ragazze che si rivolgono a me per superare il test di medicina è insegnar loro un metodo di studio che include dei momenti di pausa.

Vuoi avere maggiori informazioni sul mio servizio?

4) PREMIATI

Ogni volta che raggiungi il tuo obbiettivo devi premiarti con qualcosa. Un episodio di Netflix, una barretta di cioccolato, un giro in moto oppure una cena particolarmente gustosa con gli amici.

Perchè ti dico questo? Ricordati sempre che devi avere gratificazione in quello che fai perché così facendo riesci a sopportare meglio la fatica fino al giorno del test. Una volta fatto il tuo dovere potrai dilettarti in qualsiasi cosa. Qualsiasi cosa che farai te la godrai meglio perché sai che hai portato a termine i compiti che ti eri prefissato.

Un’altra tecnica particolarmente utile per sopportare la fatica durante la giornata di studio è inserire dei premi alla pagina del libro che devi raggiungere. Prova a inserire una barretta di cioccolato o una merenda che ti piace tanto. Così facendo avrai una motivazione in più per raggiungere il tuo obbiettivo.

So che la tecnica è banale ma funziona davvero. Prova a pensare quei momenti in cui ha zero voglia di studiare. Questa tecnica può sempre tornarti utile.


5) USA LE ASSOCIAZIONI

Cosa intendo per associazioni? Un’associazione è un collegamento tra due elementi di cui uno è l’elemento che trovi sul libro di testo su cui stai studiando mentre l’altro può essere qualsiasi cosa: un colore, una persona, un suono, un odore, un’idea oppure un’altra parola. Il mondo delle associazioni è vastissimo. Padroneggiare le associazioni significa poter imparare e padroneggiare molti molti argomenti.

Uso spesso le associazioni, ogni qual volta che leggo i paragrafi da studiare. E perchè la uso? Perchè è una tecnica semplice ma allo stesso tempo estremamente potente. Viene spesso utilizzata per imparare a memoria nomi, date, misure e formule. Ma qualsiasi cosa può essere memorizzata con un’associazione, a patto che sia un’associazione sensata.

Il mondo delle associazioni è estremamente personale ma voglio farti capire lo stesso come si usano. Riprendiamo l’esempio di anatomia. Prendiamo dunque i rapporti dell’uretere in particolar modo lo spazio attorno all’uretere. Le altre strutture anatomiche possono trovarsi:

-anteriormente

-posteriormente

-superiormente

-inferiormente

-a destra

-a sinistra

I colori sono stati scelti in base alla mia preferenza: quando penso alla parola anteriore mi viene in mente il rosso mentre per la parola posteriore mi viene mente il blu. E cosi via. Questo mi permette di visualizzare nello spazio tutte le strutture anatomiche che mi servono.

Facciamo un altro esempio. Prendiamo i muscoli respiratori intercostali. Esistono gli intercostali interni e gli intercostali esterni. Entrambi sono muscoli respiratori ma come faccio a ricordarmi chi è inspiratorio e chi è espiratorio? Semplice. Gioco sui prefissi opposti: gli interni sono espiratori mentre gli esterni sono inspiratori.

Un altro esempio? Il gruppo sanguigno AB0. Per ricordarmi che il gruppo 0 è il donatore universale e che il gruppo AB è il ricevente mi ricordo sempre che mia sorella ha il gruppo 0. Pur essendo gruppo 0 non donerebbe a nessuno il sangue e per questo motivo faccio un’associazione. Ovviamente so il motivo per cui il gruppo 0 sia il donatore universale (non possiede antigeni che possano scatenare una risposta immunitaria nell’ospite) e perché il gruppo AB sia il ricevente universale(il suo sangue non possiede anticorpi quindi va bene qualsiasi gruppo) ma l’associazione mi permette di ricordarmelo in modo molto rapido.

Come puoi dedurre padroneggiare la tecnica delle associazioni è molto utile, anche per il test di medicina.


6) STUDIARE CON LA VOGLIA DI IMPARARE

Osserva l’etimologia della parola studiare. Innanzitutto è un denominale, ovvero un verbo formatisi da un nome. Dal lat. studium ‘applicazione, zelo, amore, passione…’; connesso con il verbo lat. studere ‘applicarsi a, dedicarsi a, studiare, desiderare’ (exercere studia ‘dedicarsi agli studi’).

Ne consegue per studiare il significato di ‘fare oggetto di applicazione mentale costante e metodico una disciplina, un argomento, un’arte o una tecnica al fine di apprenderla, valendosi del sussidio di libri o di altri strumenti, spesso sotto la guida di un insegnante’

studiare concentra in sé i nuclei fondamentali che hanno caratterizzato l’antecedente latino fin dalle prime attestazioni: passione, assiduità, applicazione, pratica, dedizione profonda, desiderio (di imparare).

Ma perché ti dico questo? Ti dico questo perché studiare deve essere un atto d’amore, una scoperta, un’analisi profonda di se stesso. Studiare deve essere una passione e come tale va coltivata e approfondita. Non puoi intraprendere un percorso che non ti piace in cui ci sono cose che non ti piacciono o che non ti ispirano. E’ un totale spreco di tempo.

Studiare è anche un privilegio. Molti bambini nel mondo non possono andare a scuola e imparare cose nuove. Tu che stai leggendo questo articolo e io che lo sto scrivendo siamo dei privilegiati e come tali non possiamo buttare al vento questo privilegio.

Studiare è anche faticoso ovviamente. Qualsiasi percorso tu decida di intraprendere. Anche studiare per il test di medicina è faticoso, anzi molto faticoso. Innanzitutto perché devi cominciare molto presto a studiare e a fare sacrifici. Molte persone non ti capiranno e ti scanseranno. Quando invece otterrai ciò che vuoi ti odieranno perché sei riuscito nella tua impresa. Studiare è difficile perché significa prendere una strada impopolare.

In conclusione ti dico ti appassionarti a quello che studi: ogni giorno deve essere una nuova scoperta. Devi essere affamato di conoscenza.


Ottimo lavoro per essere arrivato fin qui.

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A presto e buon lavoro.

-Riccardo

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